Nella sacrestia ricavata a metà Quattrocento in una delle absidi minori della pieve San Giovanni ai Campi di Piobesi Torinese, ai lati dell’arco della calotta, è rappresentata una “Annunciazione della Vergine“. La qualità dell’opera è di scarsa levatura: vagamente meglio abbozzato il viso della Madonna annunziata (ma con mani sproporzionate), decisamente di pessima mano il San Gabriele. Purtroppo la fortuna critica di questo dipinto è pari a zero, non essendo mai stato studiato. Sappiamo, dal sovrapporsi di almeno tre strati di intonaco, che la sacrestia fu oggetto di vari interventi pittorici, a partire dal tardo Quattrocento (S. Pietro in Cattedra) al primo Cinquecento (grottesche, porto marittimo, decorazioni geometriche) sino al Tardo ‘500 (Trinità orizzontale con committente; San Paolo e San Pietro). L’Annunciazione potrebbe essere opera tarda: la presenza, sotto la Vergine, dello stemma della Famiglia Aliberti di Piobesi (D’azzurro, a quattro catene d’argento, moventi dagli angoli dello scudo, legate nel cuore a un anello d’oro), indica chiaramente la committenza. Nella navata di destra, a terra, è ancora presente il sepolcreto a pozzo della stessa famiglia, con bel chiusino che riporta la significativa data 1574. Agli anni prossimi e precedenti tale data potrebbe essere assegnato l’affresco della Annunciazione. La Famiglia è attestata tra quelle che godevano predicati di nobiltà in Piobesi sin dalla metà del Quattrocento (nell’Archivio di Stato di Torino si conserva un Testamento autentico di Giorgio Aliberti di Piobesi con obbligo di tre messe a settimana, ed un anniversario ogni mese, legati alla antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Carignano, con annesso convento agostiniano, distrutta nei fatti bellici del 1544). Meglio attestata nei documenti è la famiglia Aliberti a partire dal XVII secolo, segnale forse di una maggior floridezza economica che la lanciò nel novero definitivo delle famiglie che contavano non solo a Piobesi, tanto da far pensare a un trasferimento di qualche ramo a Torino: 1625, atti della causa davanti al Senato di Piemonte del conte Antonio Piossasco di Piobesi, governatore di Carmagnola, contro lo speziale Lorenzo Aliberti di Piobesi in ordine al mancato pagamento del canone dovuto per un appezzamento di terra in Piobesi dipendente dal dominio diretto dei conti di Piossasco; 1674 marzo 31, la contessa Bianca, vedova del conte Giovanni Francesco Bellezia, nomina Antonio Aliberti suo procuratore per eseguire le operazioni necessarie per vendere un terzo della giurisdizione di Beinasco per garantire il pagamento della dote di sua figlia, moglie del conte Domenico Della Chiesa; 1687 giugno 10, a seguito della lite per il mancato consegnamento di beni in None, il conte Giovanni Michele Piossasco di None e Giorgio e Antonia Francesca Aliberti di Torino si accordano in ordine al pagamento del canone. Della famiglia Aliberti di Piobesi par di comprendere esistessero rami nobili e rami borghesi; una diramazione è documentata anche a Volvera.

N.B. La qualità della foto della Annunziata non è delle migliori, per la presenza di una finestra di fianco.

L’Annunciazione Aliberti nella pieve di Piobesi Torinese

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